Il CAPITOLO della CATTEDRALE

L’Archivio Capitolare
Manoscritto Quer. A I 8, con parti del Nuovo Testamento e testi agiografici bresciani, f. 6r: incipit della Lettera di S. Paolo ai Romani (tardo XII secolo).
Le prime notizie documentarie, sia pure indirette, sull’Archivio Capitolare del Duomo di Brescia sono posteriori alla posa della prima pietra del Duomo Nuovo, avvenuta nel 1604. L’origine dell’archivio va però ricercata ben addietro nel tempo, poiché la più antica pergamena giunta sino a noi risale all’anno 1148. Il materiale documentario, così come ci è pervenuto, è corredato per la parte più antica di un repertorio in quattro volumi e di una “Istruzione Generale”, che doveva costituire una guida alla consultazione del repertorio. Questo lavoro, che attesta nel suo autore modeste conoscenze dell’ortografia e, soprattutto, della paleografia, è tuttavia il solo di cui si poteva disporre al momento del riordino, per cui si può ritenere che dal 1762, data sotto la quale tale Inventario risulta terminato, l’archivio non sia più stato fatto oggetto di studio, essendosi limitati gli archivisti che si succedettero nell’incarico ad annotare il materiale pervenuto successivamente. Una serie di trasferimenti non aveva certo giovato all’ordine della documentazione, che si è per quanto possibile ricostruito sulla base delle vecchie segnature, rendendo possibile il ritrovamento di quello Statutum antiquum pergamenaceo del secolo XIII, che si riteneva perduto; ad esso fanno seguito gli Statuti emanati posteriormente fino al 1924. Seguendo un ordine logico e nel rispetto della cronologia, vengono poi i documenti riguardanti le «dignità» del Capitolo, cioè l’arcidiaconato, l’arcipretura, la prepositura, il vicedominato, il cantorato e il decanato.

A queste vennero ad aggiungersi altre cariche: nel 1573 quella di penitenziere, nel 1575 quella di teologo, mentre confluivano nella Mensa capitolare diversi benefici istituiti con privilegi e testamenti a favore dei canonici. Il Capitolo veniva in tal modo a disporre di un notevole patrimonio fondiario, i registri d’amministrazione del quale costituiscono documenti di notevole importanza anche sotto il profilo della storia economica: ricordiamo qui la serie degli atti delle mense dal 1349 al 1805, la serie delle «polizze», ossia note di entrate e di spese, fatture, ricevute, conti, dal 1485 al 1802.

Di particolare interesse, poi, per la storia dell’agricoltura del territorio bresciano sono i registri d’amministrazione delle proprietà situate in diversi comuni della pianura, come Cadignano, Coniolo, Sam Gervasio, Poncarale, Ovanengo, Seniga e nelle «chiusure», cioè nelle vicinanze della città, per il periodo che dalla metà del ’400 corre fino al1797. Non potevano mancare, trattandosi di notevoli proprietà, e quindi di notevoli interessi economici, anche le cause, le vertenze, che si trovano ampiamente documentate. Di non minore importanza è una raccolta di avvisi, manifesti, ordini di autorità ecclesiastiche e civili dal 1629 al 1797.
Nella seconda parte dell’archivio si raccoglie tutta la documentazione successiva alla caduta del dominio veneziano sul territorio bresciano, nella quale sono compresi gli atti del Capitolo dal 1797 al 1950, periodo caratterizzato dalla turbinose vicende del sec. XIX, che hanno tanto profondamente inciso sulle strutture e sulla vita stressa delle istituzioni ecclesiastiche. Ricordiamo, per la rilevanza sul piano economico e sociale, la serie dei registri sulle pensioni e sugli assegni corrisposti ai canonici dal 1801 al 1862, le disposizioni circa l’amministrazione dei benefici e la consistenza patrimoniale.

Dopo la pubblicazione dell’inventario dell’Archivio Capitolare, avvenuta nel 1985, sono pervenuti nello stesso altri documenti, che si ritiene opportuno qui ricordare: innanzitutto una raccolta di comunicazioni ed avvisi diramati dalle autorità locali, che, per il periodo che si riferiscono, 1848-1849, sono di grande interesse per la storia di Brescia; carteggi, poi, di alcuni arcipreti della cattedrale, come Faustino Giovita Pinzoni, Pietro Tiboni e Luigi Fossati, figure di grande rilievo nella società civile locale; registri, infine, di atti notarili di alcune famiglie (Barbisoni, Lizzari, Lodrini, Provaglio, Valsecchi) benemerite del Capitolo.
Nel 1981 l'Archivio venne trasferito dalla sede originaria in Cattedrale presso una sala del primo chiostro del monastero cittadino di San Giuseppe, dove rimase fino al 1994. Attualmente l’Archivio Capitolare si trova custodito presso l’Archivio Storico Diocesano.