Storia della Cattedrale

Il lato orientale di piazza del Duomo come è rappresentato in una miniatura in apertura dell’Estimo della Città di Brescia del 1588. Tra il palazzo del Broletto e il Duomo Vecchio, ancora dotato della torre campanaria di facciata, è visibile la vecchia cattedrale di S. Pietro de Dom.
Il complesso della cattedrale di Brescia, con la duplice costruzione del Duomo vecchio e del Duomo nuovo, è ancora oggi testimonianza eloquente dello schema architettonico della “cattedrale doppia”, tipico fin dall’epoca paleocristiana delle cattedrali dell’Italia settentrionale.
Le più antiche manifestazioni di “cattedrali doppie” risalgono al IV secolo e risultano attestate nei centri principali della cristianità del tempo: Gerusalemme, Costantinopoli, Treviri, Aquileia. La spiegazione dell’esistenza di un duplice edificio, all’inizio, potrebbe essere stata soprattutto di carattere simbolico con il passaggio in forma processionale da una chiesa all’altra durante la Messa: una prima parte, la liturgia della parola, con la presenza dei catecumeni in un’aula, una seconda parte, la liturgia eucaristica senza i catecumeni, in un’aula attigua. Il passaggio voleva indicare una separazione dei due momenti della celebrazione e questo non tanto per motivi funzionali quanto piuttosto per motivi simbolici. Questo modello tipico della chiesa del vescovo risulta conosciuto anche in ambito milanese fin dall’epoca di S. Ambrogio (sec. IV) ed ebbe diffusione anche nelle chiese vescovili suffraganee di Milano.

A Brescia, fin dal V secolo, nella zona delle attuali cattedrali, dovettero così sorgere due chiese parallele con le caratteristiche sopra richiamate: una chiesa più piccola o “minore”, utilizzata via via non solo per la prima parte dell’Eucaristia ma anche per gli uffici liturgici quotidiani e con funzione di chiesa della domus del vescovo, e una chiesa “maggiore”, forse di dimensioni più grandi, utilizzata in seguito per la liturgia festiva e solenne. Sui resti della prima chiesa “minore” intitolata in origine a S. Stefano, nel medioevo venne costruito l’attuale Duomo vecchio o Rotonda, ri-dedicato sempre in epoca medievale a S. Maria.

La cattedrale “maggiore”, sorta pure nel V secolo, ebbe successivamente il titolo di S. Pietro de Dom e venne abbattuta agli inizi del ’600 per lasciare il posto all’attuale Duomo nuovo.
A Brescia, lo sviluppo architettonico realizzatosi nel corso del tempo non ha dunque impedito, anzi ha favorito, la permanenza di una particolare tipologia di edificio sacro destinato a sede della cattedra del vescovo come sono ancora oggi le due costruzioni del Duomo nuovo e del Duomo vecchio.

A testimonianza poi del valore e del significato della cattedrale nella vita della Chiesa locale bresciana valga quanto scriveva il beato papa Paolo VI al vescovo di Brescia mons. Luigi Morstabilini l’8 dicembre 1974, in occasione dell’inaugurazione dei restauri del Duomo nuovo: “Noi auspichiamo che l’intera diocesi sappia sempre vedere nella cattedrale il punto focale della sua spirituale coesione in Cristo incentrata nell’Altare e nella Cattedra episcopale che, in comunione con quella di Pietro, irradia autorevolmente nella comunità locale il genuino insegnamento evangelico”.